Adozione, compleanni e tradizioni: la storia di come è arrivato nostro figlio

Tavolata di muffin con candeline di compleanno accese.

Tra qualche giorno sarà il compleanno di nostro figlio, e ogni anno, in questi giorni, mi ritrovo a ripensare a quel momento incredibile che ha cambiato per sempre la nostra vita. 

Ricordo perfettamente il giorno in cui l’assistente sociale mi ha parlato di lui per la prima volta. Una telefonata memorabile! 

Durante il processo di adozione ci avevano detto, considerata la mia età e quella di mio marito, che probabilmente ci avrebbero affidato un bambino in età scolastica di circa 5-8 anni. Avevo immaginato occhi inquisitori di bambini sospettosi, ragazzini già pieni di carattere, sicuramente qualche difficoltà nel farci accettare, e tante domande alle quali imparare a rispondere.

Nella mia mente ho sempre pensato a bambini già alla Primaria, abbastanza autonomi nelle loro routine, già capaci di leggere e scrivere, con cui avremmo potuto comunicare, parlare e confrontarci.

E invece quel giorno il telefono ha squillato, e dall’altra parte c’era lei, la nostra assistente sociale, con la sua caratteristica voce calma e profonda, con un inglese dal forte accento giamaicano: vorremmo proporvi in adozione un bambino, maschio, allegro e in buona salute. Ha 4 mesi. Passo stasera a lasciarvi il fascicolo e le fotografie.

Ho riattaccato il telefono, con il cuore che batteva forte, emozionata e impaziente di chiamare mio marito per dargli la notizia. Ma proprio mentre parlavo con lui, mi sono resa conto di un dettaglio che mi confondeva: l’assistente sociale aveva detto maschio, 4 mesi. Quattro mesi? Sicuramente avevo capito male. Avrà detto quattro anni, no?

Ed invece no. Solo 4 mesi. Piccolissimo. Inaspettato. Noi, futuri genitori, colti completamente alla sprovvista, e già in difficoltà!

I giorni a seguire sono stati un turbinio di emozioni. Ansia, paura, incredulità, ma anche un’onda di gioia che non riuscivo a contenere. Una corsa frenetica per preparare tutto il necessario: il lettino, il passeggino, i pannolini, i biberon, e tanti vestitini minuscoli. 

Io e mio marito ci rassicuravamo a vicenda, cercando di superare il panico di non sapere nulla su come accudire un neonato: come cambiare i pannolini nel cuore della notte, come preparare il latte senza sbagliare, come farlo dormire, come insegnarli le prime parole, i primi passi, a mangiare le pappe.

E poi c’è stata quella coincidenza incredibile: era nato lo stesso giorno di mio papà. Condivideva il compleanno con il suo futuro nonno. Già me lo immaginavo mio papà, emozionato e orgoglioso, felice di avere in comune con il nipotino una data così speciale.

Da quando siamo tornati in Italia, questa coincidenza si è trasformata in una tradizione di famiglia: ogni anno organizziamo feste di compleanno in cui celebriamo entrambi, il nonno e il nipote, includendo tutta la famiglia, gli amici e chi ci sta a cuore.

Ed io ogni anno, in questi giorni, ripenso a quel momento ormai così lontano: a come una semplice telefonata abbia cambiato le nostre vite, a quanto amore possa nascere così all’improvviso, a quanto la vita sia capace di sorprenderci nei modi più dolci e inaspettati. 

Ogni anno penso a quel momento incredibile e non posso fare a meno di ricordare quel piccolo di 4 mesi che è entrato nelle nostre vite e che oggi rende ogni giorno speciale.

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Guia

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Autrice e mamma adottiva. Sul suo blog di adozione, Guia condivide la sua esperienza di mamma adottiva, raccontando storie di adozione, emozioni, riflessioni e consigli pratici per genitori adottivi, famiglie e lettori interessati a adozione, genitorialità adottiva, inclusione e crescita familiare.

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