Quando ho chiesto in biblioteca dei testi che potessero aiutare a parlare di adozione ai bambini, mi aspettavo una selezione abbastanza ampia e invece mi sono trovato con solo pochi titoli. Alcuni libri sono stati ordinati e arriveranno nei prossimi giorni, ma quel giorno solo due titoli erano disponibili: Qui con te di H.m. Clark e Qua Qua Papà? di Lorna Scobie.
Queste due storie, messe una accanto all’altra, illustrano quanto possa essere diverso il modo di parlare ai bambini di famiglia, appartenenza e adozione. Sono molto diverse tra loro, sia nel messaggio, sia nel linguaggio utilizzato, così come nelle immagini che le accompagnano.
Qui con te

Qui con te è un libro che gioca tutto sull’atmosfera. Le illustrazioni sono sicuramente la parte più forte: delicate, molto suggestive, con giochi di luci e scene tranquille che danno subito un senso di intimità.
È uno di quei libri che si sfogliano lentamente: ogni illustrazione incanta, mentre lo scritto passa in secondo piano. Dal punto di vista visivo funziona molto bene, proprio perché riesce a creare uno spazio emotivo accogliente, quasi magico.
Il testo però è molto più essenziale e, per certi versi, anche più scarno. Non c’è una vera e propria narrazione: non si segue una storia con un inizio, uno sviluppo e una conclusione. Ci sono piuttosto frasi brevi, evocative, che parlano di attesa, desiderio e incontro.
L’idea centrale, quella di essere stati attesi e desiderati prima ancora di arrivare, è profondamente significativa in un contesto di adozione. Però la forma è così ridotta all’osso che, almeno per come l’ho percepito io, rischia di lasciare un po’ troppa confusione, soprattutto in bambini più piccoli. Il testo sembra concentrarsi sul tema del distacco ed esplorazione, sottolineando che al ritorno “la tua casa è proprio qui, tra le mie braccia”, quindi dando un senso di appartenenza e di stabilità.
Da sottolineare che il testo è scritto da M.H.Clark, una poetessa, e questo si sente chiaramente. Non è una narrazione classica, il libro non è costruito come una storia, ma come una poesia. E questo spiega molto della sua struttura così essenziale, quasi rarefatta.
Pur avendo apprezzato molto le immagini e lo sforzo poetico nel raccontare il tema della permanenza, non consiglierei la lettura di questo libro ai bambini, perché il testo è piuttosto astratto e poco immediato, e quindi potrebbe non essere facilmente comprensibile per loro.
Qua Qua Papà

Qua Qua Papà? prende una strada completamente diversa, molto più concreta e narrativa. Qui la storia c’è e si vede subito: un papà cane che si prende cura di piccoli di anatra.
È una metafora semplice, diretta, che arriva immediatamente anche ai bambini più piccoli.
Le illustrazioni sono uno dei punti di forza più evidenti: colorate, vivaci, anche divertenti. Hanno un tono giocoso che alleggerisce molto la lettura e rende la storia accessibile senza appesantirla mai. È un approccio visivo che funziona bene quando si affrontano temi delicati, perché permette al bambino di entrare nella storia senza sentirsi intimidito dal contenuto.
Il testo segue la stessa linea: è lineare, concreto, non si perde in spiegazioni astratte. Mostra piuttosto quello che accade, cioè la costruzione di un legame fatto di cura quotidiana, presenza, gesti semplici. Ed è proprio questa semplicità a renderlo efficace nel contesto dell’adozione: non serve interpretare troppo, perché il messaggio è già chiaro.
Mi è piaciuto molto anche che sia papà cane che mamma anatra siano in difficoltà a prendersi cura dei cuccioli, perché mostra che prendersi cura degli altri non è sempre facile e che anche gli adulti possono trovarsi in difficoltà.
Alla fine della storia, però, accade un passaggio che cambia un po’ la prospettiva: il papà anatra incontra la mamma anatra con dei cuccioli di cane e insieme formano una grande famiglia allargata. È una chiusura sicuramente tenera e anche simpatica, che porta l’idea di famiglia verso qualcosa di più ampio ed inclusivo.
Eppure, proprio in un discorso sull’adozione, questa scelta narrativa mi ha lasciato qualche dubbio. Funziona bene nella logica della storia illustrata, ma rischia di mescolare piani diversi, quello dell’adozione, quello della famiglia allargata e quello della semplice convivenza affettiva, in un modo che, a seconda del contesto, potrebbe non risultare sempre chiaro per un bambino.
Conclusioni
Mettendo insieme questi due libri, emergono due approcci molto distinti. Qui con te lavora più sull’emozione, sull’idea di essere stati desiderati e pensati, anche se lo fa con un linguaggio molto essenziale che può non convincere del tutto. Qua Qua Papà?, invece, rende quella stessa emozione qualcosa di concreto, traducendola in una storia comprensibile, colorata e immediata.
Consiglierei Qua Qua Papà? per i più piccoli come una storia divertente e allegra, ma non necessariamente legata al tema dell’adozione. Qui con te è adatto a bambini più grandi, sicuramente per il valore delle sue immagini, ma non per il testo che rimane troppo poetico ed astratto, e non così vicino al tema adozione.
Parlare di adozione ai bambini è sempre complesso, e ogni bambino porta con sé una storia personale unica e un modo del tutto individuale di avvicinarsi al tema.
Non esiste un unico libro in grado di soddisfare tutti. Le storie diverse si completano a vicenda: alcune aprono uno spazio emotivo, altre danno forma a quello spazio. Insieme aiutano a costruire un racconto più completo e più vicino a come i bambini ascoltano e comprendono davvero.

La Principessa Canterina e la Valigia Piena di Ricordi è una storia illustrata che racconta il percorso di una bambina adottata e della sua valigia speciale, piena di ricordi, emozioni e vissuti, sia belli che difficili, che diventano parte del suo nuovo inizio.
Con un linguaggio semplice e immagini evocative, il libro accompagna i piccoli lettori ad accogliere il proprio passato con delicatezza e amore, trasformandolo in una risorsa per il futuro. Il libro è disponibile su Amazon.

Ɓrava