Adozione: non un gesto eroico, ma una storia di famiglia

Famiglia di eroi con i loro mantelli

Ogni tanto mi capita di guardare una vecchia fotografia e di tornare con la mente a quei giorni lontani in cui io e mio marito abbiamo deciso di adottare. Sono passati dodici anni da quando il mio primo figlio è entrato nella nostra vita, e 6 anni da quando è arrivata la seconda. 

Eppure certi ricordi conservano ancora la stessa intensità di allora.

Ricordo che quando abbiamo condiviso la notizia della nostra decisione di adottare, molte persone ci dissero che stavamo compiendo un gesto straordinario. Qualcuno parlò addirittura di eroismo. Altri di follia.

La verità è molto più semplice.

Non abbiamo adottato per salvare qualcuno. Abbiamo adottato perché desideravamo diventare genitori, e dopo anni di tentativi falliti, non vedevamo altra scelta.

Oggi l’adozione non rappresenta più soltanto un nostro desiderio, una scelta dettata da un bisogno personale. Non posso però negare che, agli inizi, ci fosse solo un sogno da realizzare: un posto a tavola che aspettavamo di vedere occupato, una casa silenziosa che chiedeva risate, passi frettolosi e schiamazzi.

L’adozione è stata la strada che ci ha condotti ai nostri figli, non una missione umanitaria, non un gesto altruistico.

Eppure, parlando con amici e parenti di quella scelta, si è subito formato un muro di dubbi, preoccupazioni e pregiudizi. Ricordo famigliari che ci chiedevano se fossimo sicuri. Amici che, magari in buona fede, facevano domande che oggi definirei disarmanti.

Ma sapete da dove vengono? E se avessero problemi cognitivi? E se un giorno cercassero la loro vera famiglia? Lo sapete che la maggior parte dei bambini adottati diventano delinquenti da grandi? E non vi preoccupa la loro predisposizione alle droghe? E se non vi vuole bene?

Statistiche nate dal nulla. Opinioni formate dalla disinformazione. Dietro quelle domande c’era spesso un’idea difficile da sradicare: che un figlio adottivo fosse diverso da un figlio biologico. 

Più complicato. Più fragile. Più imprevedibile. Più difficile.

Ho capito molto presto quanto il tema dell’adozione sia ancora circondato da tabù.

Si parla poco delle ragioni che portano un bambino a essere dichiarato adottabile. Si parla poco del dolore che spesso precede quel momento. Si parla poco delle ferite che alcuni bambini portano con sé, ma anche della loro incredibile capacità di costruire nuovi legami.

E soprattutto si parla poco delle famiglie adottive nella loro normalità. Perché la normalità non fa rumore. 

Non fa rumore una mamma che prepara la colazione, aiuta con i compiti, consola dopo una delusione, accompagna agli allenamenti e passa notti insonni per una febbre.

E non fa rumore un papà che insegna ad andare in bicicletta, che si emoziona alla recita scolastica e che si preoccupa per il futuro dei propri figli.

Eppure è proprio lì che vive l’adozione vera.

Non nelle favole. Non nei racconti edificanti. Non nelle narrazioni eroiche.

Certo, ci sono state difficoltà.

Ci sono state domande difficili, momenti di rabbia, ferite da comprendere e accogliere. Ci sono stati giorni in cui mi sono sentita impreparata, altri in cui ho avuto paura di non essere abbastanza. Giorni in cui ho dubitato di riuscire ad arrivare a sera, e altri in cui ho atteso con impazienza il momento della nanna.

Ma quale genitore può dire di non aver provato le stesse emozioni?

Dodici anni dopo, guardando i miei figli, penso spesso a quanto sia limitante la parola adottati.

Perché descrive solo un momento della loro vita. Non descrive chi sono. Non racconta il loro carattere, le loro passioni, le loro risate, i loro sogni, i loro difetti. Non racconta le persone che stanno diventando.

E forse è proprio questo il cambiamento culturale di cui avremmo bisogno: smettere di vedere l’adozione come un’etichetta e iniziare a guardarla come una delle tante storie possibili.

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Guia

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Autrice e mamma adottiva. Sul suo blog di adozione, Guia condivide la sua esperienza di mamma adottiva, raccontando storie di adozione, emozioni, riflessioni e consigli pratici per genitori adottivi, famiglie e lettori interessati a adozione, genitorialità adottiva, inclusione e crescita familiare.

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