PDP, PEI, GLO e sostegno: diritti spiegati con chiarezza ai genitori

Mamma che cerca di leggere i foglio del PDP e PEI

Quando mia figlia ha ricevuto la diagnosi di disabilità all’ultimo anno di asilo, mi sono sentita completamente persa.

Non sapevo quali aiuti le spettassero entrando alla Primaria, né quali documenti o figure professionali fossero coinvolti. Troppe sigle, troppe procedure, ma nessuna chiarezza concreta.

In particolare, non riuscivo a capire quali fossero i diritti di mia figlia nel suo percorso educativo, quale ruolo avessimo noi come famiglia, cosa potevamo chiedere, pretendere o semplicemente fare.

Ho deciso di scrivere questo articolo in modo semplice e schematico, per aiutare altri genitori nella mia stessa situazione a sentirsi meno smarriti e più preparati.

Mi concentrerò soprattutto sulla differenza tra PDP, PEI e GLO. Questo post vuole essere solo una prima infarinatura sull’argomento, un punto di partenza per orientarvi senza sentirvi completamente spaesati. C’è davvero molto da approfondire e discutere sull’argomento, ma in questa sede non entreremo nei dettagli più complessi. L’idea è darvi gli strumenti per capire le basi e avere un punto chiaro da cui partire.

PDP, PEI e GLO sono gli strumenti fondamentali per garantire il diritto all’istruzione e all’inclusione dei bambini con bisogni educativi speciali, o con disabilità. Conoscerli permette a noi genitori di capire meglio come funziona la scuola, quali figure sono coinvolte e quali diritti spettano ai nostri figli.

PDP – Piano Didattico Personalizzato

Il PDP è il documento principale per gli alunni con Bisogni Educativi Speciali (BES) senza disabilità certificata ai sensi della Legge 104. Andiamo a vedere in quali casi si applica.

Quando si utilizza il PDP:

  • DSA (Disturbi Specifici dell’Apprendimento): per esempio dislessia, disgrafia, disortografia e discalculia
  • BES senza certificazione 104: bambini con disturbi dell’apprendimento, difficoltà linguistiche, svantaggio socio-economico o altre fragilità che influiscono sull’apprendimento

Cosa prevede il PDP:

  • Strumenti compensativi: testi con font leggibili, registrazione delle lezioni, sintesi vocale, mappe concettuali, uso di computer o calcolatrice, tempi più lunghi per le verifiche, supporto nella produzione scritta
  • Misure dispensative: riduzione della quantità di pagine da leggere, valutazione che non penalizzi errori ortografici, riduzione del numero di esercizi mantenendo gli stessi obiettivi, possibilità di prove orali al posto di alcune prove scritte

Chi stila il PDP:

  • Insegnanti curricolari: raccolgono osservazioni, propongono strategie e strumenti
  • Famiglia: partecipa alla stesura, propone modifiche e suggerisce strategie
  • Specialistici esterni, se coinvolti (logopedisti, psicologi)

Quando:

  • Stesura: avviene quando la scuola riceve la certificazione per DSA o BES. Quindi può essere in qualsiasi momento dell’anno scolastico
  • Aggiornamento e rinnovo: anche qui non c’è una data obbligatoria; di solito si aggiorna annualmente o quando cambiano le esigenze dell’alunno (ad esempio nuovi strumenti compensativi o progressi nei traguardi)
  • Prassi scolastica: molte scuole cercano di redigerlo all’inizio dell’anno scolastico, così da avere il piano pronto per l’attività didattica, ma non è un obbligo di legge

Diritti dei genitori sul PDP:

  • Non va firmato subito, può essere letto con calma
  • Possibilità di chiedere modifiche prima della firma
  • La firma non è obbligatoria per legge

Revisione del PDP:

  • Può essere aggiornato se cambiano i bisogni dell’alunno
  • Può essere richiesto da insegnanti, famiglia o specialisti
  • Ogni modifica va documentata tramite nuova versione o note al PDP esistente

Importante ricordare:

  • Strumenti compensativi e misure dispensative: devono essere chiari e specifichi. Non serve scrivere solo “uso di strumenti compensativi” senza dettagliare quali, quando e come. Inoltre, devono essere realistici e applicabili, non generici.
  • Obiettivi di apprendimento: devono essere concreti e misurabili. Se sono vaghi, “migliorare in matematica”, non si possono verificare i progressi. Importante specificare dettagli su tempi, livelli e modalità di verifica.
  • Tempi di applicazione: il PDP è valido durante tutto l’anno, non solo quando conviene alla scuola.
  • Coinvolgimento dei genitori: il PDP è un accordo condiviso. Se la scuola redige il documento senza il parere della famiglia, non è corretto. È importante assicurarci che il nostro contributo sia registrato sul PDP in maniera corretta, con le nostre parole e in maniera chiara e comprensibile.
Infografico PEI vs PDP

PEI – Piano Educativo Individualizzato

Il PEI è il documento principale per gli alunni con disabilità certificata (Legge 104/92). Per disabilità certificata, si intende il riconoscimento ufficiale, da parte dello Stato, di una condizione di disabilità che comporta difficoltà di integrazione sociale, scolastica o lavorativa.

Quando si utilizza il PEI:

  • Per definire obiettivi educativi e didattici personalizzati
  • Per indicare strategie, strumenti compensativi e misure dispensative
  • Per pianificare ore di sostegno e presenza dell’educatore scolastico
  • Per coordinare interventi tra insegnanti, specialisti e famiglia
  • Per monitorare progressi e risultati

Cosa prevede il PEI:

  • Obiettivi educativi personalizzati (cognitivi, sociali, comportamentali)
  • Strategie e metodologie (attività individualizzate e di gruppo)
  • Strumenti compensativi (software, mappe, tabelle, audiolibri)
  • Misure dispensative (riduzione del carico di compiti, tempi più lunghi, esoneri parziali)
  • Ore di sostegno e supporto educativo
  • Verifiche personalizzate
  • Collaborazione tra scuola, famiglia e specialisti

Chi stila il PEI:

  • Redatto dal GLO (Gruppo di Lavoro Operativo). Vai alla prossima sezione per dettagli.
  • Insegnanti curricolari
  • Insegnante di sostegno e educatore
  • Famiglia
  • Specialistici esterni, se coinvolti

Quando:

  • Stesura: entro 3 mesi dall’inizio dell’anno scolastico, quindi entro novembre per le scuole primarie e secondarie
  • Aggiornamento febbraio-marzo, per verificare l’andamento degli interventi e, se necessario, modificare obiettivi e strumenti
  • Rinnovo: inizio del nuovo anno scolastico, generalmente entro settembre-novembre, sulla base dei nuovi bisogni, della certificazione aggiornata e dei risultati dell’anno precedente

NOTA: Le date precise (il mese) non sono fissate da legge, ma sono stabilite come buona prassi dalle circolari e linee guida MIUR (Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca). A fine anno scolastico si fa una verifica finale del PEI in corso, spesso inserita nella relazione finale o nel verbale di chiusura dell’anno scolastico. Qui si valutano i risultati raggiunti e si raccolgono dati utili per il PEI dell’anno successivo.

Diritti dei genitori sul PEI:

  • Partecipare all’incontro del GLO
  • Visionare il PEI prima della firma
  • Proporre modifiche
  • Richiedere la revisione se cambiano i bisogni
  • Controllare le ore di sostegno
  • Garantire continuità o richiedere sostituzione dell’insegnante di sostegno
  • Essere informati su strumenti e metodologie
  • Tutela della privacy e rispetto della dignità del bambino

Revisione del PEI:

  • Può essere aggiornata in qualsiasi momento
  • Può essere richiesta da famiglia, insegnanti o specialisti
  • I genitori hanno diritto a visionare, proporre modifiche e ricevere spiegazioni prima di firmare

Importante ricordare:

  • Ore di sostegno: devono essere specifiche e sufficienti secondo la gravità della disabilità certificata. Alcune scuole arrotondano per difetto le ore, non aggiornano le ore rispetto alla certificazione, oppure rimangono vaghi. È importante controllare la tabella ore e confrontala con la diagnosi.
  • Obiettivi di apprendimento: devono essere chiari, concreti, realistici e misurabili. Se scritti in modo troppo generico, come ad esempio “partecipare alle attività scolastiche”, non tutelano il bambino e non possono essere misurate.
  • Verifica e aggiornamento: iI PEI va aggiornato almeno una volta l’anno. Alcune scuole riutilizzano il PEI dell’anno precedente senza rivedere gli obiettivi. Bisogna assicurarsi che ci sia una sezione di verifica dei progressi e che il PEI non sia solo un esercizio di copia e incolla.
  • Coinvolgimento dei docenti e dei genitori: spesso la scuola tende a rimandare il PEI, a cancellarlo, ad organizzarlo all’ultimo minuto. La convocazione dovrebbe essere fatta in tempo utile a tutte le figure chiave è importante siano presenti.
  • Bisogni specifici: la scuola potrebbe concentrarsi solo sugli aspetti pratici ed organizzativi, quale la distribuzione delle ore di sostegno, la presenza di più insegnanti in classe oppure l’uso di locali lontano dall’aula per svolgere attività in piccoli gruppo o perfino da soli. È sempre buona regola che tutto sia scritto nel PEI nei dettagli, incluse le motivazioni didattiche educative.

GLO – Gruppo di Lavoro Operativo

Il GLO è il gruppo di persone che redige e aggiorna il PEI, che, per chi si è un po’ perso, è Piano Educativo Individualizzato ㋡.

Obiettivi:

  • Definire obiettivi didattici e formativi personalizzati
  • Stabilire ore di sostegno e interventi educativi
  • Decidere strumenti compensativi e misure dispensative
  • Coordinare interventi tra insegnanti, famiglia e specialisti

Chi può partecipare:

  • Insegnanti curricolari
  • Insegnante di sostegno
  • Famiglia
  • Educatore scolastico
  • Specialistici esterni se coinvolti

Funzionamento:

  • Convocato dalla scuola tramite dirigente o coordinatore del sostegno
  • Si riunisce prima dell’anno scolastico o quando servono aggiornamenti del PEI
  • Tutto ciò che viene deciso viene documentato in un verbale
  • I genitori hanno diritto a leggere il verbale, chiedere chiarimenti e far allegare osservazioni

Importanza:

  • Il GLO garantisce che il PEI sia personalizzato, condiviso con tutte le parti coinvolte (genitori, insegnanti, etc.) e aggiornabile
  • Coinvolge la famiglia come parte attiva del percorso educativo del bambino
Infografico GLO

Conclusione

Ecco tre cose importanti che ogni genitore dovrebbe sapere su PEI e PDP:

  1. Non firmare subito a scuola: noi genitori abbiamo sempre il diritto di portare a casa il documento, leggerlo con calma, chiedere chiarimenti e proporre modifiche prima di firmare. La firma non è obbligatoria, né immediata. Mi è stata fatta pressione di firmare il documento sul posto prima di poterlo visionare con calma. Se ti dovesse capitare anche a te, non ti fare intimorire, è un tuo diritto visionarlo con calma (DI 182/20 art. 4 c. 9).
  2. Partecipazione attiva: noi genitori siamo parte integrante del percorso educativo dei nostri figli. Possiamo partecipare alle riunioni del GLO, proporre strumenti, strategie, modifiche e ricevere copie dei verbali delle decisioni prese.
  3. Revisione continua: sia il PEI che il PDP possono e devono essere aggiornati ogni volta che cambiano i bisogni del bambino. Noi genitori abbiamo il diritto di richiedere revisioni, proporre aggiustamenti e monitorare che le ore di sostegno e gli strumenti siano realmente erogati ed utilizzati al meglio.

Conoscere PDP, PEI, GLO e i diritti legati al sostegno permette a noi genitori di collaborare in modo consapevole con la scuola, assicurando ai nostri figli un percorso educativo efficace e rispettoso delle loro esigenze.

Ricordiamoci sempre che l’inclusione non è un favore, è un diritto.

La scuola deve spesso giostrare bisogni diversi, a volte puramente pratici o amministrativi, e non sempre i diritti di genitori e alunni sono messi al primo posto. Per questo, conoscere strumenti, norme e percorsi è fondamentale: ci dà voce e ci permette di essere parte attiva nel percorso educativo dei nostri figli.

Categorie: Uncategorized
Guia

Scritta da:Guia Tutti gli articoli dell'autore

Autrice e mamma adottiva. Sul suo blog di adozione, Guia condivide la sua esperienza di mamma adottiva, raccontando storie di adozione, emozioni, riflessioni e consigli pratici per genitori adottivi, famiglie e lettori interessati a adozione, genitorialità adottiva, inclusione e crescita familiare.

2 commenti su “PDP, PEI, GLO e sostegno: diritti spiegati con chiarezza ai genitori”

  1. Ma come posso fare a spostare la maestra di sostegno di mio figlio visto che non è in grado né di somministrare il suo farmaco salvavita ( il corso l a fatto è abilitata a farlo ) ma in piena crisi a scuola non è riuscita a dargli il farmaco salvavita e poi non usa bene le pecs non sa cosa e la caa aiutatemi grazie

    1. Cara Enza, mi spiace sentire della tua esperienza negativa.
      Capisco quanto possa essere frustrante e destabilizzante trovarsi in una situazione del genere, soprattutto quando in gioco c’è la salute e la serenità di tuo figlio. È normale sentirsi preoccupati e magari anche un po’ soli davanti a queste risposte.

      In Italia, purtroppo, l’insegnante di sostegno – come qualsiasi docente – non è obbligata per legge a somministrare farmaci, a meno che non abbia dato disponibilità volontaria e abbia ricevuto una formazione specifica secondo le linee guida del Ministero dell’Istruzione e del Merito e del Ministero della Salute.

      Se, dopo aver frequentato il corso, dichiara di “non essere in grado”, hai tutto il diritto di chiedere chiarezza in modo ufficiale: puoi inviare una comunicazione scritta e protocollata alla Dirigente scolastica, chiedendo che vengano esplicitate le motivazioni. Non è una pretesa fuori luogo, è una richiesta legittima di trasparenza.

      Ricorda anche che la Dirigente ha la responsabilità di organizzare il servizio scolastico affinché la somministrazione del farmaco avvenga in sicurezza. Se ritieni necessario chiedere la sostituzione dell’insegnante di sostegno, puoi presentare una richiesta scritta in Dirigenza, spiegando con motivazioni chiare la situazione e chiedendo un incontro urgente per trovare una soluzione concreta.

      Non stai chiedendo qualcosa di eccessivo: stai tutelando un diritto e la salute di tuo/a figlio/a. Ti mando davvero un incoraggiamento sincero — fai bene a informarti e ad agire. Un abbraccio. Guia XX

Lascia una risposta a Enza Cancella risposta

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono indicati con un *