Hai mai provato a camminare su un filo teso? O anche solo a mantenere l’equilibrio su una tavola di equilibrio, quella padana instabile che dondola quando ci sali sopra.
All’inizio sembra impossibile: dopo tre secondi sei già a terra. Ma ogni volta che poggi un piede per non cadere, il cervello aggiunge un nuovo pezzetto al puzzle. Finché, un giorno, dopo tanta pratica, ti accorgi che riesci a stare in piedi. Immobile. In equilibrio. A lungo.
Guardare i bambini crescere è molto simile. Dal giorno in cui nascono hanno montagne da scalare. Tutto è nuovo, tutto è fuori dalla loro portata. Eppure ci provano, cadono, si rialzano, riprovano.
Crescendo, paradossalmente, le cose non diventano più semplici: non solo perché le sfide si fanno più impegnative, ma anche perché imparano a confrontarsi con i coetanei, e con bambini più grandi e più abili di loro.
Poi ci sono bambini che non raggiungono tutte le tappe dello sviluppo nei tempi “giusti”. Per alcuni servono più cadute per imparare. Alcuni non imparano a leggere e scrivere prima dell’inizio della prima elementare, molti faticano anche all fine.
Davvero pensiamo che camminare su una fune sia più facile che leggere?
Crescendo, vedono i compagni di classe fare passi da gigante mentre loro restano indietro. Ogni nuovo tentativo fallito aumenta la frustrazione. La scuola risponde con più esercizi, più compiti, più occasioni per sentirsi inadeguati. I genitori vorrebbero aiutare, ma spesso sono assorbiti dal cercare di capire come mai il loro bambino “va male” e cosa fare per aggiustarlo.
Noi papà e mamme, immersi fino al collo nella quotidianità, perdiamo facilmente di vista i progressi fatti. Siamo troppo impegnati a preoccuparci del tempo perso e degli obiettivi mancati.
Rimuginiamo sulle sfide future e su tutto ciò che temiamo che i nostri figli non riusciranno mai a realizzare. O come il loro insuccesso si rifletta negativamente su di noi.
Nel frattempo, i nostri bambini stanno camminando su un filo teso anche per noi. Mentre noi ci domandiamo perché non riescano ancora a farlo bendati, e su un monociclo.
