Il PDA (Pathological Demand Avoidance – sindrome da evitamento estremo delle richieste) è una diagnosi che timidamente si sta facendo spazio in Italia, ma che è ancora molto poco conosciuta, anche tra gli specialisti e le neuropsichiatrie infantili.
Io ho scoperto il PDA quasi per caso, perché è la diagnosi di uno dei fratelli biologici dei miei figli. Leggendo, informandomi e ascoltando, ho iniziato a ritrovarci moltissimo mia figlia, che nel tempo ha ricevuto diagnosi di sindrome di disregolazione delle emozioni, disturbo oppositivo-provocatorio e ADHD.
Non è che il PDA sostituisca le altre diagnosi, ma offre una chiave di lettura diversa: più coerente e più rispettosa del funzionamento emotivo e istintivo di mia figlia.
Sempre quasi per caso ho scoperto il libro di Francesca Giuditta Eleonora Manca, Un estremo bisogno di controllo e indipendenza. Introduzione al PDA (Pathological Demand Avoidance) e strategie utili per genitori, insegnanti e operatori.
Il PDA è un profilo neurodivergente, collocato nello spettro autistico, in cui le richieste quotidiane attivano un’ansia molto intensa e vengono quindi evitate in modo costante, non per sfida o capriccio, ma per un bisogno profondo di controllo, autonomia e sicurezza emotiva.
Proprio per il fatto di essere ancora poco conosciuto in Italia, quando emergono comportamenti riconducibili a questo profilo, le diagnosi finiscono spesso per essere incasellate sotto etichette più familiari: ADHD, disturbo oppositivo-provocatorio, difficoltà comportamentali generiche.
È successo anche a mia figlia, almeno dal mio punto di vista.
Il libro è scritto da una mamma di un ragazzo PDA, non da uno specialista o da un medico. Non usa paroloni medici né lunghe teorie. Offre consigli pratici e strategie attuabili. Soprattutto, è un libro che ti fa sentire meno sola mentre cerchi di capire le dinamiche del PDA. È scritto in modo accessibile, senza un tono clinico pesante, e questo lo rende prezioso soprattutto per genitori, insegnanti ed educatori.
Il testo è strutturato in capitoli mirati e chiari, che uniscono teoria e pratica, ed è corredato da schede stampabili per tenere le strategie imparate sempre sott’occhio.
Il grande merito di questo libro è spiegare con chiarezza che il PDA non è una questione di volontà, né di educazione sbagliata, ma nasce da un’ansia intensa legata alle richieste e da un bisogno profondo di controllo e autonomia.
Leggendo, ho riconosciuto dinamiche quotidiane: il rifiuto che esplode all’improvviso, la fatica davanti anche a richieste minime, il bisogno di aggirare le regole per potersi sentire al sicuro, le bugie, la grossa rabbia. Non come provocazione, ma come meccanismo di sopravvivenza.
Le strategie proposte non sono formule magiche, ma piccoli spostamenti di sguardo: ridurre le richieste dirette, offrire scelta, usare il gioco, l’umorismo, la relazione prima del controllo. Approcci che, letti così, sembrano semplici, ma che in realtà richiedono un enorme lavoro interno ed organizzativo da parte degli adulti.
Un altro aspetto che ho apprezzato è l’assenza di giudizio. Non verso i bambini o i ragazzi, ma nemmeno verso gli adulti che fanno fatica, che sbagliano, che arrivano stanchi a fine giornata. Questo libro non vuole dirti passo passo come e cosa fare; ti invita invece ad osservare, ad ascoltare, a cambiare prospettiva.
E a volte il cambio di prospettiva è già un grandissimo aiuto.
Non è un testo esaustivo dal punto di vista teorico, non credo che l’obiettivo fosse quello. È piuttosto un libro che apre domande, che legittima dubbi e che offre strumenti concreti per affrontare la quotidianità con maggiore consapevolezza.
Per me è stata una lettura importante, perché mi ha aiutata a rimettere insieme pezzi che sembravano scollegati. Non per cercare un’altra etichetta per mia figlia, ma per comprendere meglio la bambina che ho davanti e come poterle stare accanto in modo più rispettoso e meno conflittuale.
Lo consiglio a chi sente che le diagnosi ricevute non raccontano tutta la storia, a chi lavora con bambini e ragazzi giudicati (erroneamente) difficili, e a chi ha il coraggio di mettersi in discussione pur di costruire una relazione più autentica.
In Italia il PDA non è una diagnosi diffusa, e non lo sarà ancora per molto tempo. Questo però per me passa in secondo piano. Quello che trovo più importante è che gli strumenti offerti nel libro Introduzione al PDA e le strategie illustrate possono aiutare mia figlia, me e tutta la mia famiglia a vivere più serenamente.
E magari possono aiutare anche te.
Risorse utili per approfondire il PDA
Pagina FB gestita da F.G.E. Manca, autrice del libro: gruppo di aiuto e supporto per genitori e operatori
PDA Italia: un sito per portare in Italia informazione, formazione e training sul PDA
Spazio Asperger: definizione e informazioni sul PDA
PDA Society (inglese) – informazioni chiare e materiali pratici
National Autistic Society – PDA (inglese)

Il libro di Francesca Giuditta Eleonora Manca, Un estremo bisogno di controllo e indipendenza. Introduzione al PDA (Pathological Demand Avoidance) e strategie utili per genitori, insegnanti e operatori è disponibile su Amazon.
Sicuramente, una lettura consigliata per la sua chiarezza e utilità pratica.
