La verità sui #CalziniSpaiati: l’hashtag di moda che nasconde l’esclusione

Bambini seduti con calzini colorati e spaiati

C’è un giorno all’anno in cui improvvisamente la disabilità diventa poetica. Colorata. Accettabile.

È la giornata dei #CalziniSpaiati: un gesto semplice, simbolico, apparentemente gentile. Tutti diversi, tutti belli. Tutti amici. Tutti applauditi.

E poi?

Poi il giorno dopo i calzini tornano uguali, ordinati, allineati. E i bambini disabili tornano invisibili.

È facile parlare di inclusione quando non costa nulla: basta una foto, un post, un gruppo di calzini spaiati, un applauso a chi è considerato più speciale degli altri.

È facile dire che la diversità è una ricchezza quando non disturba, non rallenta, non mette in discussione nulla, non fa rumore. Anzi, fa tendenza sui social.

Io sono una mamma adottiva. E sono mamma di figli neurodivergenti.

So cosa significa vedere l’inclusione andare di moda per ventiquattro ore e poi sparire per i restanti trecentosessantaquattro giorni

So cosa vuol dire leggere nella chat della classe Cari genitori, domani sarà la giornata dei #CalziniSpaiati e i bimbi potranno venire a scuola con due calzini di colore diverso. Perché dopodomani, nella stessa chat, si leggerà quanto quel bambino ha disturbato la lezione, quanto è difficile da gestire, quanto sia arrivato il momento che la famiglia si prenda le proprie responsabilità. 

So cosa vuol dire non ricevere l’invito alla festa di compleanno, al parco, alla merenda di classe. Ho visto le chat di classe accendersi con risentimento e amarezza. Ho visto dita puntate a figli e genitori. E poi arriva il 6 febbraio: il giorno dei #CalziniSpaiati. Va tutto bene, almeno per 24 ore, quando basta un paio di calzini scompagnati per cancellare ogni diversità. Se solo fosse così semplice!

La disabilità non è un calzino spaiato. Non è una metafora carina da indossare quando fa tendenza. 

È una realtà quotidiana fatta di fatica, di adattamenti, di diritti da difendere, di porte chiuse in faccia con poca gentilezza, e di sorrisi accomodanti che nascondono esclusioni.

L’inclusività non è un gesto simbolico. L’accettazione non è una giornata di festa.

E chi si sente inclusivo solo perché oggi ha messo due calzini diversi… forse inclusivo non lo è affatto. Perché l’inclusione vera non è comoda, non fa notizia, non è una foto postata sul proprio profilo.

L’inclusione vera succede quando è difficile, quando chiede impegno, quando pretende coraggio. E soprattutto, quando si sceglie di restare invece che fare un passo indietro, sia con i calzini spaiati che perfettamente uguali.

Eppure, come società, siamo in contatto con la disabilità ogni giorno. È nelle scuole, nei parchi, nei supermercati, nelle chat di classe, nelle famiglie. Non è nascosta, rara, ne invisibile. Ogni giorno in cui decidiamo di ignorarla è un occasione persa.

E allora forse dovremmo scegliere di indossare #CalziniSpaiati ogni giorno. Senza aspettare una ricorrenza. Perché #CalziniSpaiati è una scelta quotidiana. Silenziosa. Imperfetta. Ma reale.

E di questo, sì, abbiamo davvero bisogno.

Categorie: Blog
Guia

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Autrice e mamma adottiva. Sul suo blog di adozione, Guia condivide la sua esperienza di mamma adottiva, raccontando storie di adozione, emozioni, riflessioni e consigli pratici per genitori adottivi, famiglie e lettori interessati a adozione, genitorialità adottiva, inclusione e crescita familiare.

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