Il tasto RESET emotivo per ritrovare la calma e la serenità nel rapporto con i figli

tanti post-it su una lavagna nero con faccine disegnate

Ieri ho sbagliato: mi sono arrabbiata con mia figlia e quella rabbia non è durata cinque minuti, né dieci… è durata tutto il giorno.

E questa cosa mi ha fatto riflettere molto.

A volte mi convinco che il problema sia la lite. In realtà, spesso, il vero problema è la mia incapacità di premere il tasto reset delle emozioni una volta che la lite è finita.

Restare arrabbiati a lungo crea distanza. Silenzio. Tensione.

E per un bambino, soprattutto per un bambino che porta con sé una storia di adozione come mia figlia, questa distanza può fare molto rumore.

Entrambi i miei figli sono adottati. E questo significa che, anche quando non lo dicono, la paura dell’abbandono e del rifiuto può riattivarsi in un baleno.

Una mamma che resta fredda, distante, arrabbiata a lungo viene vissuta come una mamma che si allontana, che rifiuta, che respinge.

Per questo oggi voglio ricordarlo prima di tutto a me stessa: dopo una lite è fondamentale tornare allo stato di normalità. Ritrovare la serenità. Ristabilire il contatto. Far capire che il legame non è in discussione. Premere reset.

Premere il reset emotivo significa lasciar andare le emozioni negative, rientrare nella relazione, scegliere di esserci.

Perché i conflitti passano. Ma la sicurezza emotiva dei nostri figli deve restare sempre. E va protetta, ogni giorno.

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Guia

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Autrice e mamma adottiva. Sul suo blog di adozione, Guia condivide la sua esperienza di mamma adottiva, raccontando storie di adozione, emozioni, riflessioni e consigli pratici per genitori adottivi, famiglie e lettori interessati a adozione, genitorialità adottiva, inclusione e crescita familiare.

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