Spesso, anche se con le migliori intenzioni, riempiamo i nostri bambini di regole. Regole per stare composti, per parlare nel modo giusto, per non disturbare, per rispettare i turni, per fare attenzione, per non sbagliare.
Le regole servono, certo, ma a volte diventano troppe. E senza accorgercene mettiamo sulle loro spalle un peso enorme: la responsabilità di ricordarle tutte, la paura di sbagliare, l’ansia di non essere abbastanza bravi.
Per alcuni bambini seguire le regole è naturale. Per altri, soprattutto per quelli più sensibili, può diventare una montagna difficile da scalare ogni giorno.
Per questo, a un certo punto, io e mio marito abbiamo sentito il bisogno di semplificare. Di togliere invece che aggiungere. Di trasformare decine di non fare in poche frasi gentili, facili da ricordare, capaci di accompagnare i nostri figli in ogni momento della giornata.
Le mattine, per noi, non sono mai un semplice andare a scuola: sono un momento delicato, un passaggio tra la sicurezza di casa e un mondo pieno di rumori, richieste, regole non dette ed emozioni che a volte fanno paura.
Ogni mattina, sul punto di uscire, a casa nostra succede sempre lo stesso piccolo delirio. Siamo quasi sempre in ritardo: papà è davanti alla porta di casa con il cane che tira al guinzaglio pronto per la passeggiata mattutina, mentre i bambini sono ancora in casa a rincorrersi tra scarpe ribelli, quaderni scomparsi e calzini con buchi enormi. La felpa scelta non è quella giusta, la merenda è ancora sul tavolo e io che cerco disperatamente di finire un caffè che si raffredda più velocemente di quanto riesca a berlo.
Eppure, in mezzo a tutto questo caos, ci fermiamo sempre un minuto per il nostro piccolo rituale. Insieme recitiamo le nostre tre regole d’oro: sii gentile, orecchie in ascolto e divertiti.
Ogni frase ha il suo gesto, una specie di coreografia buffa che aiuta soprattutto la più piccola a ricordarle. Poi ci scambiamo un abbraccio, un bacio, un sorriso… e di corsa a scuola.
Queste tre regole sono semplicissime, ma dentro ci stanno tante altre cose.
Sii gentile vuol dire non picchiare, non insultare, non spingere, non essere egoista. Orecchie in ascolto serve in quei momenti in cui l’attenzione vola via e fermarsi davvero ad ascoltare è difficilissimo. Divertiti è il mio promemoria preferito: cercare qualcosa di bello anche in ciò che non ci piace molto, come andare a scuola, perché aiuta cambiare il modo in cui affrontiamo quello che ci pesa.
Queste frasi sono nate quasi per caso, dal bisogno di riassumere in parole semplici tutte le regole della nostra casa. Senza che me ne accorgessi, sono diventate una piccola bussola emotiva per tutta la famiglia.
Ovviamente non sempre sono sufficienti a garantire una buona giornata. Ci sono giornate in cui le emozioni sono troppo grandi, in cui a scuola qualcosa va storto, in cui i miei figli tornano a casa stanchi, arrabbiati o confusi.
Eppure quei pochi minuti del mattino, così semplici e un po’ scherzosi, rendono la giornata più leggera. Tengono unita la nostra famiglia nelle sue piccole tradizioni e ci regalano un sorriso prima che inizi il caos.
E forse non aiutano solo i miei figli ad affrontare la scuola, ma ricordano anche a me come essere una mamma un po’ più gentile, un po’ più capace di ascoltare… anche quando il caffè è freddo.
