In questi giorni si canta, si scherza, si aspetta la Befana che “vien di notte con le scarpe tutte rotte”. Per molti bambini è una festa. Per i miei figli però, è anche una fonte di stress, ansia e agitazione.
L’idea che qualcuno entri in casa di notte, anche se buono, anche se porta regali, può essere molto faticosa. Per alcuni bambini è solo fantasia. Per altri, invece, tocca nel profondo: paura, allerta, difficoltà a dormire, agitazione che non si sa placa.
Questo succede spesso con bambini adottati, ma non solo. Bambini che hanno vissuto separazioni, cambiamenti, insicurezza. Bambini che hanno bisogno di sapere che la notte è sicura, che nulla invade lo spazio di casa mentre dormono.
È una memoria emotiva. È il corpo che ricorda, anche quando la testa non sa spiegare o ricordare.
Per questo, negli anni, abbiamo imparato ad adattare la magia ai nostri bisogni: niente sorprese notturne, niente figure che arrivano mentre si dorme, niente se non fai il bravo…
La magia la creiamo con racconti e fiabe rassicuranti, con festeggiamenti la mattina dopo alla luce del giorno, e seguendo i ritmi dei nostri bambini, e non sempre le tradizioni.
La Befana può restare una figura dolce, affettuosa. Basta che non faccia paura, non giudichi, non invada.
Perché la magia più grande per un bambino è sentirsi al sicuro.
