Il bambino marziano: recensione del libro di David Gerrold e del film

copertina del libro il bambino marziano con la scritta del titolo e dell'autore david gerrold

Da mamma adottiva, mi sono ritrovata in molti aspetti descritti nel libro Il Bambino Marziano di David Gerrold. Questo romanzo non è solo la storia di un’adozione, ma il racconto sincero di un incontro tra due fragilità: quella di un bambino che ha conosciuto troppo presto l’abbandono e quella di un adulto che sceglie consapevolmente di mettersi in gioco, accettando di non avere risposte immediate.

Dennis è un bambino che si sente diverso, estraneo al mondo che lo circonda, al punto da credere di provenire da Marte. Questa convinzione, che potrebbe sembrare bizzarra, è in realtà una metafora del vissuto di molti bambini adottati: il sentirsi diversi, fuori posto, incapaci di riconoscersi pienamente in una realtà che non è mai stata davvero un posto sicuro. 

Da madre adottiva ho riconosciuto in Dennis quella distanza emotiva, quella diffidenza verso l’amore che nasce non dalla mancanza di affetto, ma dalla paura di perderlo di nuovo.

Il libro affronta il tema dell’adozione senza romanzare né addolcire nulla. Non c’è una crescita lineare del rapporto, né una trasformazione improvvisa. Ci sono invece la fatica quotidiana, i momenti di frustrazione, i comportamenti difficili e le ricadute che fanno parte del percorso di creazione di una famiglia.

Accanto alla dimensione emotiva, l’autore non nasconde neppure il peso della complessa burocrazia e dei lunghi processi legali, che spesso rendono l’adozione un cammino incerto e faticoso anche dal punto di vista pratico, mettendo alla prova la pazienza e la determinazione degli adulti coinvolti.

Uno degli aspetti che ho apprezzato di più è il rispetto profondo per l’identità di Dennis. Il padre non cerca di smontare la sua convinzione di essere un marziano, ma la usa come punto di partenza per costruire una relazione basata sull’ascolto e sulla fiducia. Questo approccio è  fondamentale nell’adozione: non si tratta di normalizzare o cancellare il passato, ma di creare uno spazio sicuro in cui il bambino possa lentamente sentirsi accolto per quello che è.

Il Bambino Marziano è un libro che parla di genitorialità autentica, di resilienza e di appartenenza. È una lettura che consiglio a chi vive l’adozione, a chi sta pensando di intraprendere questo cammino e anche a chi desidera comprenderne la complessità. Perché racconta con delicatezza una verità profonda: diventare famiglia non significa eliminare le differenze, ma imparare a stare insieme, ogni giorno, fino a quando anche chi si sente venuto da un altro pianeta scopre di avere finalmente un posto nel mondo.

Questo romanzo è anche arrivato sul grande schermo con il titolo Un bambino da amare, e un cast d’eccellenza inclusi John Cusack, Oliver Platt, Anjelica Huston e Joan Cusack.

Il film riesce a tradurre molti dei temi centrali del libro, soprattutto il bisogno di appartenenza e la fatica di costruire un legame dopo l’abbandono. Pur semplificando alcuni aspetti del percorso adottivo e della complessità burocratica, la versione cinematografica mantiene intatta la delicatezza dello sguardo sul mondo di Dennis e sul suo sentirsi diverso. 

Libro e film, insieme, offrono due linguaggi diversi, ma complementari, per raccontare la stessa verità: che l’amore genitoriale, soprattutto nell’adozione, è fatto di attesa, ascolto e presenza costante.

Il libro può essere acquistato su Amazon a questo link https://amzn.to/45hYVLy ed il film a questo link https://amzn.to/4qDupnK

Categorie: Recensioni
Guia

Scritta da:Guia Tutti gli articoli dell'autore

Autrice e mamma adottiva. Sul suo blog di adozione, Guia condivide la sua esperienza di mamma adottiva, raccontando storie di adozione, emozioni, riflessioni e consigli pratici per genitori adottivi, famiglie e lettori interessati a adozione, genitorialità adottiva, inclusione e crescita familiare.

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono indicati con un *